{"id":3667,"date":"2023-05-03T12:56:33","date_gmt":"2023-05-03T12:56:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/?page_id=3667"},"modified":"2023-05-03T18:03:36","modified_gmt":"2023-05-03T18:03:36","slug":"dieta","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/it\/dieta\/","title":{"rendered":"La dieta amica del clima"},"content":{"rendered":"<h2>La dieta amica del clima<\/h2>\n<p><em>Estratto da <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/la-lotta-al-cambiamento-climatico-si-fa-a-tavola-con-nuove-abitudini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Altreconomia<\/a> di giugno 2022 &#8211; <\/em>Se hai sperimentato alcune ricette amiche del clima e vuoi condividerle con noi e altri, puoi aggiungere <a class=\"slider_button\" href=\"https:\/\/forms.office.com\/Pages\/ResponsePage.aspx\/%E2%80%8B?id=K3EXCvNtXUKAjjCd8ope60ILP7h2nnlLusnrsWTC3lBUNDBZWDY5UEtCUENERTBRVElMS080Wlc1Ui4u\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">a questo link<\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3679 size-medium\" src=\"https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/salad-300x214.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/salad-300x214.png 300w, https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/salad-1024x729.png 1024w, https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/salad-768x547.png 768w, https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/salad-18x12.png 18w, https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/salad.png 1031w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Nel <a href=\"https:\/\/www.ipcc.ch\/assessment-report\/ar6\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Sesto<\/em> <em>Assessment Report<\/em><\/a> pubblicato il 4 aprile 2022, l\u2019<em>Intergovernmental Panel on Climate Change<\/em> (<a href=\"https:\/\/www.ipcc.ch\/assessment-report\/ar6\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">IPCC<\/a>) ha ribadito il grande potenziale di azioni individuali ed evoluzioni comportamentali per contrastare il cambiamento climatico. Secondo il <em>Report<\/em>, l\u2019adozione di una dieta sostenibile e salutare \u00e8 la <strong>misura con pi\u00f9 alto potenziale per la riduzione dell\u2019impronta carbonica di ogni individuo<\/strong>. Il settore del cibo \u00e8 infatti responsabile del 30-35% di tutte le emissioni antropogeniche di gas serra. All\u2019alimentazione sono imputabili emissioni dovute a cambiamenti d\u2019uso del suolo (per produzione agricola, di foraggio e per l&#8217;allevamento), oltre a quelle per il trasporto, la trasformazione, la distribuzione e il consumo dei vari alimenti. Non solo nel mondo mangiamo in media sempre di pi\u00f9, ma i dati dicono che si consumano sempre pi\u00f9 cibi di derivazione animale, meglio sempre pi\u00f9 animali che si cibano di altri animali, ovvero ad alto livello trofico. E maggiore \u00e8 il livello trofico di un alimento, maggiore \u00e8 solitamente l\u2019impronta carbonica ad esso associata.<\/p>\n<p>Se davvero si vuole operare un cambiamento rapido e su larga scala delle diete individuali occorre promuovere con decisione, compatibilmente con i diversi contesti culturali, l\u2019uso di ingredienti a basso impatto ambientale. Oltre ad essere sana, ogni dieta proposta come alternativa al <em>business as usual<\/em> (o dieta <em>as is<\/em>) deve essere infatti culturalmente accettabile, cio\u00e8 compatibile con ingredienti e costumi della regione d&#8217;adozione, pena il suo fallimento.<\/p>\n<p>Uno studio di diversi ricercatori del Politecnico di Milano (Giuliano Rancilio del Dipartimento di Energia e Renato Casagrandi del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria, oltre a Davide Gibin ed Alessandro Blaco rispettivamente ingegnere per l&#8217;ambiente e il territorio e ingegnere energetico) ha cercato di proporre per diversi contesti, tra cui quello italiano, una <strong>dieta amica del clima<\/strong> che permettesse di ridurre significativamente l\u2019impronta carbonica dell\u2019alimentazione, mantenendo gli apporti di energia e nutrienti per un nutrimento sano e rimanendo fedele ad alcune regole che rendessero la dieta culturalmente accettabile.<\/p>\n<h3>Quanto impatta sul clima la nostra dieta business as usual?<\/h3>\n<p>Per calcolare se e quanto un cambiamento di dieta sia vantaggioso, occorre conoscere quanto la dieta as is impatti sui cambiamenti climatici, a livello globale e in macroregioni di interesse. La tabella in calce riporta l\u2019impronta carbonica annua per persona (in tonnellate di CO<sub>2<\/sub> equivalenti), la percentuale di questa imputabile al solo consumo di carne e un breve elenco dei cibi fondamentali presenti nella dieta media mondiale, in quella Cinese, Europea e Statunitense. La \u201cdieta mondiale\u201d \u00e8 dominata da alcuni alimenti fondamentali quali riso, derivati del grano e altre farine. La carne pi\u00f9 diffusa \u00e8 il pollame, caratterizzato da un\u2019impronta carbonica relativamente limitata se comparato al maiale (prevalente nella dieta cinese) o alla carne bovina (1 tonnellate di CO2 equivalente, ovvero tCO2eq, dell\u2019impatto pro capite USA \u00e8 imputabile solo a quest\u2019ultima). La zona Europea \u00e8 composta di diete variegate, la cui impronta carbonica media annua si aggira intorno alle 1,6 tCO2eq. L\u2019ampio consumo di latte e derivati, oltre che carni, \u00e8 qui mitigato dall\u2019uso di cereali, principalmente derivati del grano (pane e pasta nella dieta mediterranea), i quali hanno met\u00e0 impronta carbonica del riso a parit\u00e0 di kcal fornite.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-3672 size-full\" src=\"https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/casagrandi\/table-1.png\" alt=\"\" width=\"970\" height=\"284\" srcset=\"https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/casagrandi\/table-1.png 970w, https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/casagrandi\/table-1-300x88.png 300w, https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/casagrandi\/table-1-768x225.png 768w, https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/casagrandi\/table-1-18x5.png 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px\" \/><\/p>\n<h3>Diete per combattere il cambiamento climatico a tavola<\/h3>\n<p>Per proporre diete a basso impatto climalterante, abbiamo costruito elenchi di ingredienti\/cibi in ordine decrescente di impronta carbonica. Solitamente, l\u2019impronta viene espressa in termini di grammi di CO2 equivalente (gCO2eq) emessa per kg di prodotto. Per costruire una dieta salutare, per\u00f2, le unit\u00e0 di misura che contano sono le kcal e le quantit\u00e0 di macro e i micronutrienti, piuttosto che il peso del cibo. Per ogni regione, abbiamo perci\u00f2 stilato 4 classifiche dei cibi, ordinati per emissioni crescenti sulla base della fornitura di: energia (gCO2\/kcal), proteine (gCO2\/g_proteine), ferro (gCO2\/mg_ferro) e vitamina B12 (gCO2\/micro-g_VB12). In caso la dieta proponga una riduzione consistente della carne, infatti, occorre garantire un giusto apporto di micro e macronutrienti potenzialmente scarsi. Ecco a titolo di esempio un breve estratto di due tabelle che riporta i cibi pi\u00f9 \u201camici del clima\u201d per l\u2019apporto rispettivamente di proteine e vitamina B12, fornita solo da alimenti animali e potenzialmente scarsa in diete a bassa quantit\u00e0 di carne.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-3675 size-full\" src=\"https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/table-2.png\" alt=\"\" width=\"785\" height=\"672\" srcset=\"https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/table-2.png 785w, https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/table-2-300x257.png 300w, https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/table-2-768x657.png 768w, https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/table-2-14x12.png 14w\" sizes=\"auto, (max-width: 785px) 100vw, 785px\" \/><\/p>\n<p>\u00c8 stato poi analizzato l\u2019impatto di diete de-carbonizzate, sviluppate basandosi sulle classifiche dei cibi gi\u00e0 riportate e su criteri di regionalit\u00e0 della dieta (= mantenere per quanto possibile i cibi ad oggi diffusi in quelle regioni), nelle macroregioni degli USA, dell\u2019Europa e della Cina, per verificare l\u2019impatto percentuale della riduzione di impronta carbonica legata al cibo. I risultati in figura indicano una significativa diminuzione, di oltre il 50% generalmente, tra la situazione cos\u00ec com\u2019\u00e8 oggi (riportata nei cartigli rossi-gialli) e il potenziale de-carbonizzato (riportato nel grafico a colonne). Una \u201cdieta mondiale\u201d amica del clima, dove cio\u00e8 si abbandonino anche i vincoli di regionalit\u00e0, risulta in una dieta ideale, valida come modello a cui tendere, che elimina tre quarti dell\u2019impronta carbonica legata all\u2019alimentazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3676\" src=\"https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/figure-1.png\" alt=\"\" width=\"995\" height=\"564\" srcset=\"https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/figure-1.png 995w, https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/figure-1-300x170.png 300w, https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/figure-1-768x435.png 768w, https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/figure-1-18x10.png 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 995px) 100vw, 995px\" \/><\/p>\n<h3>La dieta italiana amica del clima<\/h3>\n<p>Nel caso italiano, si parte gi\u00e0 da una buona base: la dieta mediterranea ha infatti un impatto per persona di 1,4 tCO2eq annue, inferiore alla media europea. La dieta a minimo impatto per il clima sviluppata per come descritto su permette, con la lista della spesa schematizzata in tabella, di dimezzare le emissioni, riducendole a 0,7 tCO2eq annue. La caratterizzano la prevalenza di grano e derivati, pesce da a basso livello trofico da pesca sostenibile e il mantenimento di latte e pollame.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-3674 size-full\" src=\"https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/table-3.png\" alt=\"\" width=\"863\" height=\"663\" srcset=\"https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/table-3.png 863w, https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/table-3-300x230.png 300w, https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/table-3-768x590.png 768w, https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/wp-content\/uploads\/table-3-16x12.png 16w\" sizes=\"auto, (max-width: 863px) 100vw, 863px\" \/><\/p>\n<h3>Conclusioni<\/h3>\n<p>Visto un potenziale cos\u00ec imponente, si \u00e8 provato a calcolare cosa accadrebbe se, in uno scenario utopico, il 50% delle persone di ciascuna delle 3 regioni analizzate (USA, Europa e Cina) decidesse di adottare entro il 2030 la dieta to-be. \u00c8 certamente ardito, lo sappiamo, ma sognar non nuoce. Cosa succederebbe? Si avrebbe una riduzione delle emissioni di CO2 pari a 2,1 Gigatonnellate di CO2eq ogni anno. Se si considera che per centrare l\u2019obiettivo di contenimento del riscaldamento globale ad 1,5 gradi al 2100 occorre ridurre di circa 10 Gigatonnellate le emissioni annue al 2030, vuole dire che solo cambiando la dieta (in tantissimi, naturalmente, quindi \u00e8 un sogno), avremmo gi\u00e0 fatto un quinto della strada. Solo stando a tavola altrimenti. Non male, diremmo.<\/p>\n<h3>Vuoi contribuire?<\/h3>\n<p>Se hai sperimentato alcune ricette amiche del clima e vuoi condividerle con noi e altri, puoi aggiungere <a href=\"https:\/\/forms.office.com\/Pages\/ResponsePage.aspx\/%E2%80%8B?id=K3EXCvNtXUKAjjCd8ope60ILP7h2nnlLusnrsWTC3lBUNDBZWDY5UEtCUENERTBRVElMS080Wlc1Ui4u\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">a questo link<\/a><\/p>\n<h3>Per saperne di pi\u00f9<\/h3>\n<p>Giuliano Rancilio, Davide Gibin, Alessandro Blaco, Renato Casagrandi, <em>Low-GHG culturally acceptable diets to reduce individual carbon footprint by 20%<\/em>, Journal of Cleaner Production, Volume 338, <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jclepro.2022.130623\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jclepro.2022.130623<\/a><br \/>\nLa lotta al cambiamento climatico si fa a tavola con nuove abitudini, <em>Altreconomia<\/em>, Giugno 2022, <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/la-lotta-al-cambiamento-climatico-si-fa-a-tavola-con-nuove-abitudini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/altreconomia.it\/la-lotta-al-cambiamento-climatico-si-fa-a-tavola-con-nuove-abitudini\/<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La dieta amica del clima Estratto da Altreconomia di giugno 2022 &#8211; Se hai sperimentato alcune ricette amiche del clima e vuoi condividerle con noi e altri, puoi aggiungere a questo link Nel Sesto Assessment Report pubblicato il 4 aprile 2022, l\u2019Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) ha ribadito il grande potenziale di azioni individuali&hellip; <br \/> <a class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/it\/dieta\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"two_page_speed":[],"footnotes":""},"class_list":["post-3667","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3667","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3667"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3667\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3685,"href":"https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3667\/revisions\/3685"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecologia.polimi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3667"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}